Loading...
Le Origini2017-05-26T15:46:16+00:00

ALBERICA FILO DELLA TORRE

LA VITA

Alberica dei conti Filo della Torre di santa Susanna era una nobil donna romana che è stata brutalmente assassinata il 10 Luglio del 1991 nella sua residenza all’Olgiata, Roma.

Durante la sua vita, ha continuamente svolto attività filantropiche volte ad aiutare i meno fortunati, specialmente bambini e persone disagiate per le quali si è sempre impegnata.

Si distingueva in ambito sociale per la sua passione e l’attenzione con cui organizzava eventi benefici, frequentati dalle persone più in vista del tempo.

LE INDAGINI

Le indagini per la ricerca del colpevole dell’omicidio si sono protratte per vent’anni e sono state costellate da macroscopici e grossolani errori e lacune.

Basti pensare che l’assassino avrebbe potuto essere assicurato alla giustizia pochi giorni dopo il delitto se soltanto la Procura avesse ascoltato la registrazione del suo colloquio telefonico con il ricettatore al quale intendeva vendere i gioielli trafugati alla contessa. Mentre quella registrazione è rimasta inascoltata per vent’anni negli archivi della Procura.

La Procura di Roma ha più volte richiesto la chiusura delle indagini, che sono potute proseguire, ed infine giungere alla soluzione positiva del caso, soltanto grazie alle continue istanze di riapertura e prosecuzione presentate dai familiari della contessa.

LA CONDANNA

Alla scoperta e condanna del colpevole non si sarebbe mai giunti se non ci fosse stata la continua attività di impulso dei familiari della contessa e se il fascicolo non fosse stato finalmente assegnato ad un Pubblico Ministero capace e tenace, quale la Dott.ssa Loy.

Un contributo decisivo alla positiva soluzione del caso è pervenuto anche dai Carabinieri del Ris che analizzarono finalmente tutti i reperti trovando tracce evidentissime dell’assassino.

Si pensi che i precedenti consulenti designati dalla Procura, sordi alle accorate ed insistite istanze dei familiari della contessa, si rifiutarono di esaminare tutti i reperti, incredibilmente ritenendo bastevole un esame a campione, e peraltro ricevendo dalla Procura per tali lacunose e maldestre attività compensi per decine di migliaia di euro.

Ed inoltre confusero i reperti relativi l’omicidio della contessa, con i reperti relativi un altro delitto, come in seguito appurarono i Carabinieri del Ris.

I familiari della contessa sono rimasti sconvolti da questi aspetti inquietanti e sconcertanti delle indagini, ed hanno potuto superare tante avversità con la ferma determinazione di difendere la loro amata congiunta, ma anche grazie ai risparmi di cui disponevano.

Una volta scoperto e condannato l’assassino, il marito e i figli della contessa hanno dunque pensato di adoperarsi per tentare di aiutare le persone meno abbienti che avessero la sventura di trovarsi coinvolti in simili frangenti.

LA STAMPA

Nel corso delle indagini, certa stampa, sempre alla ricerca di improbabili scoop, ha offeso la memoria della contessa con gratuite quanto infondate insinuazioni.

Si pensi che la banale circostanza che la contessa e il marito disponessero di un conto corrente in Svizzera, ove possedevano una casa per le vacanze, venne amplificata e distorta per alimentare l’infondato sospetto che avessero occultato all’estero ingenti e illecite fortune: si parlò del tutto a sproposito di conti miliardari nei quali sarebbero transitate ipotetiche tangenti.

I familiari della contessa, già straziati per la tragica scomparsa della loro congiunta, si sono visti costretti ad agire giudizialmente anche su questo vergognoso ed infamante versante.

MISSION DELLA FONDAZIONE

La Fondazione vuole garantire l’applicazione del giusto processo e dell’adeguato giudizio, con un occhio di riguardo ai reati contro le donne, troppo spesso soggette ad aggressioni a cui non possono prestare difesa.

Pertanto si propone di favorire e contribuire alla tutela giudiziaria della persona ed alla salvaguardia della difesa dei soggetti coinvolti, in piena continuità e consonanza con i principi di giustizia e difesa spettanti a ciascuno in forza della vigente Costituzione italiana, delle leggi e convenzioni internazionali e dei diritti inalienabili dell’uomo.

Scopo della Fondazione è lo svolgimento in via esclusiva, in Italia e all’estero, dell’attività di assistenza nella difesa giudiziaria ed extragiudiziaria, in particolare per programmi rivolti alla tutela processuale di persone indigenti

Inoltre si prefigge come obbiettivo il sostegno all’attività di ricerca e di formazione nel settore legale e giudiziario, sempre con particolare riguardo alle esigenze dei soggetti meno abbienti.